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Una regola basilare: essere presente per essere venduto.
L'out of stock come problema da risolvere per manufacturers e retailers

A seguito dell’aumento competitivo all’interno del mercato grocery i retailers hanno sempre più la necessità di dotarsi di strumenti analitici e quantitavi al fine di far fronte a tali criticità.
A tale scopo il team Analytic Consulting ha sviluppato per un retailer un’analisi approfondita sui dati giornalieri a livello negozio/prodotto al fine capire e stimare il fenomeno dell’OUT OF STOCK. Quante volte siamo nel nostro negozio abituale e non troviamo uno dei prodotti che vogliamo comprare?
Quante volte abbiamo visto un prodotto in promozione sul volantino ma quando ci rechiamo sul punto di vendita il prodotto non è presente?
La continuità nella presenza dei prodotti a scaffale è una variabile critica per i retailers, i distributori e i manufacturers.
Dallo studio condotto è emerso che l’indice di Out of stock varia sensibilmente all’interno delle diverse categorie e dei diversi negozi a seguito di diversi fattori ma per la maggior parte dei casi la % cade all’interno del range del 5-10%.
Ci sono categorie meglio gestite che presentano problemi di OOS anche minori pari al 3% (regolarità nei consumi – basso rischio di scadenza – es. caramelle, cioccolatini, surgelati e alcune categorie del mondo drug).
Altre categorie più complesse possono avere medie sopra al 10%, con punte giornaliere anche superiori al 30% (categorie con shelf life ridotta es. il fresco – con forte stagionalità es. bevande e forte promozionalità).
Dalla curva di concentrazione delle vendite totali perse per Out of stock emerge che le prime 2 categorie analizzate (bevande e dairy products) rappresentano circa il 60%.

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Da un’analisi più approfondita su queste due categorie è inoltre emerso che la responsabilità del 50% delle vendite perse per Out of stock è dovuta ad un numero limitato di punti di vendita. A questo livello l’analisi ci consente di capire, per singolo punto di vendita, se le dinamiche che hanno generato l’Out of stock sono simili oppure no.
Per dinamiche dell’out of stock si possono intendere:

  • la frequenza (1 solo giorno o più),
  • la sistematicità (stessi giorni della settimana),
  • durata parziale o totale (sono per alcune ore del giorno o tutto il giorno)
L’analisi ci permette quindi di verificare, all’interno della categoria incriminata, quali sono le referenze/brand coinvolte dall’Out of Stock.
Per esempio, considerando la sotto-categoria dei Dairy products, per le Merende Fredde è emerso che i primi 3 prodotti sono responsabili del 60% delle vendite perse per out of stock e che i primi 3 gg della settimana sono responsabili del 70% delle perdite stesse.
Analizzando quindi il fattore complesso dell’Out of Stock possiamo identificare aree di miglioramento, perchè per tutti la regola base è: per essere venduto occorre essere presente nel negozio. E quindi, non dobbiamo fare altro che gestire al meglio questo fattore.

 


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Dicembre 2008

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