Imballaggi intelligenti? Si, grazie!
Gli anni 2000 si stanno sempre più caratterizzando per l’attenzione al consumo sostenibile. Da una ricerca condotta da Nielsen in 47 Paesi del mondo – Nielsen Global Food Packaging Survey – emerge come ben l’80% delle persone intervistate è piuttosto o molto preoccupato del futuro dell’ambiente, in particolare per l’inquinamento di aria e acqua, ma anche per i cambiamenti climatici, la mancanza d’acqua ed i rifiuti.
Su quest’ultimo punto la ricerca rivela che quasi un consumatore su 2 rinuncerebbe volentieri a diverse tipologie di imballaggio, pur di ridurre l’impatto sull’ambiente. Europei e Nord Americani ridurrebbero le confezioni disegnate per facilitare lo stoccaggio, mentre gli asiatici – che mediamente vivono in case più piccole e fanno la spesa molto più di frequente - giudicano meno interessante un confezionamento sofisticato per preservare i cibi a lungo. Nel mirino, per tutti, anche i vassoi per la cottura immediata dei cibi e gli imballaggi doppi o più articolati per facilitare il trasporto.
Europei e Nord Americani sono accomunati anche dalla volontà di effettuare la raccolta differenziata, cercando nel contempo di ridurre la produzione di rifiuti “a monte”, attraverso l’acquisto di prodotti con confezioni essenziali, la scelta di frutta e verdura presso mercati o negozi di vicinato o l’utilizzo di prodotti che prevedano un imballaggio “ricaricabile”.
E gli italiani? Anche noi siamo preoccupati per l’ambiente - in particolare per la possibile carenza d’acqua - e siamo sensibili all’argomento “rifiuti”. Rispetto alla media osservata, gli italiani sono particolamente disponibili a rinunciare alle confezioni inclusive di vassoi per la cottura diretta dei cibi e agli imballaggi “importanti” per un più comodo trasporto e stoccaggio dei prodotti. Maggior chiusura invece se si propone di snellire la confezione eliminando informazioni nutrizionali o relative ad uso e cottura dei prodotti alimentari: la percentuale scende al 19% dei consumatori, il secondo livello più basso osservato e pari a circa la metà della media mondiale. Poca disponibilità anche a rinunciare ad una confezione che preservi in modo ottimale il cibo nel tempo. Insomma, l’imballaggio deve essere utile e garantire una funzione: i prodotti venduti in confezioni sovradimensionate per dare l’illusione di un maggior quantitativo, la doppia confezione o il packaging molto ricco volto ad attirare l’attenzione, vengono guardati in modo sempre più critico dall’acquirente attento e con una forte coscienza ambientalista.
Questi consumatori non rappresentano più una piccola elite, ma una parte importante della popolazione, convinta che scegliere un prodotto più pulito e più “verde”, offerto con l’imballaggio giusto – e non un’”esca” ben in vista sullo scaffale - significa inquinare meno, risparmiando spazio e denaro.
Fonte: Nielsen Global Food Packaging Survey
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