L’uso dei QR codes
Maggio 2012
Molti li hanno visti, pochi sanno come usarli
I Quick Response codes (meglio noti come QR codes) stanno comparendo ovunque e, con l’aumento della diffusione degli smartphone, rappresentano per i brand un’opportunità in più per raggiungere i consumatori attraverso il cellulare.
Da una ricerca svolta nel Regno Unito emerge che la maggioranza dei consumatori ha già visto i QR codes (67%), ma solo il 20% li ha effettivamente utilizzati. Il motivo principale non è tanto la mancanza di interesse quanto il fatto di non possedere un’applicazione per la lettura dei codici (50%).

Gli utilizzatori abituali apprezzano le informazioni fornite dai QR codes (il 79% le trova utili o molto utili), ma l’utilizzo non è ancora abbastanza diffuso – il 55% li ha provati 5 volte o meno in un anno.

3 consumatori su 10 non sanno cosa siano i QR codes o come funzionino. La maggior parte dei brand li inserisce semplicemente nelle proprie pubblicità senza spiegare come utilizzarli o non specifica cosa c’è dietro il codice; in questo modo molti dei destinatari non vengono raggiunti e il potenziale della campagna pubblicitaria non è pienamente sfruttato.
L’uso dei QR codes è limitato anche tra i possessori di smartphone (36%) perchè molti apparecchi non hanno un lettore pre-installato e molti non hanno un’applicazione adatta (33%).

Gli utilizzatori britannici di QR codes sono tendenzialmente maschi, giovani e sono soprattutto possessori di smartphone.
In Italia la diffusione di QR codes è relativamente più limitata che in Inghilterra, ma il 4% della popolazione li ha già utilizzati. Inoltre è già possibile delineare un profilo demografico simile a quello dell’Inghilterra, visto che anche nel nostro paese gli utilizzatori sono tendenzialmente giovani, maschi e possessori di smartphone.

I dati relativi al Regno Unito si riferiscono ad una ricerca svolta sul panel online di Nielsen nel Regno Unito nell’Ottobre 2011. Il campione è 608 rispondenti maggiorenni, quote stabilite per rappresentare la popolazione inglese.
I dati relativi all’Italia si riferiscono a un campione rappresentativo della popolazione italiana di 2300 rispondenti, Q3 2011.
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