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La Crisi accelera l’evoluzione della rete Distributiva Italiana

Ottobre 2011
Vacanze Low Cost

Per anni la crescita della Distribuzione Moderna è stata trainata principalmente dalle nuove aperture. Nel 2007 il tasso di crescita registrato era pari al 4,1% e nel 2009 intorno al 2,4%.
Oggi stiamo osservando una frenata che si attesta al +1,1%: per la prima volta infatti abbiamo registrato il calo numerico della rete distributiva nel nostro Paese, oltre a un ulteriore rallentamento della crescita della superficie di vendita. Si arresta quindi lo sviluppo della distribuzione e contestualmente si accentua il processo di razionalizzazione ed efficentizzazione della rete distributiva”.

É ciò che Nielsen misura attraverso la Guida Nielsen Largo Consumo nell’edizione del 1° semestre 2011.

Lo sviluppo della distribuzione moderna in Italia

In questo primo semestre 2011, il numero totale di punti vendita della distribuzione moderna (Ipermercati,  Supermercati, Discount e Libero Servizio) è pari a 29.011, con una  riduzione di 471 unità rispetto al 2010; il calo è da attibuirsi soprattutto al canale Libero Servizio (negozi tra 100-400 mq).
In quest’ultimo canale, infatti  la chiusura di 1.113 punti di vendita negli ultimi 12 mesi non è stata completamente compensata dalle sole 548 aperture.
Traducendo questo saldo da unità a superfice in mq, si parla di una perdita di 3,2% dello spazio di vendita.
La crisi da una parte accelera la razionalizzazione della rete distributiva e dall’altra spinge ad aumentare la produttività attraverso l’ammodernamento della rete esistente.
Ciò che emerge in modo molto evidente, è che non siamo di fronte ad una crisi di canale, ma piuttosto ad un inasprimento della competitività all’interno dello stesso.
La location infatti, pur essendo un fattore determinante, non è la sola a contribuire al successo del punto vendita: livello di prezzi, promozioni aggressive e interessanti sono fondamentali per attirare un cliente che sceglie il negozio di vicinato.

Confronto performance al Mq delle aperture vs punti vendita esistenti

La performance del libero servizio racconta da un lato di imprese familiari che cercano di sopravvivere, ma non sono in grado di sostenere nuovi investimenti (punti vendita esistenti), e dall’altra di aziende più strutturate che riescono ad avere ottimi risultati sfruttando al meglio le opportunità offerte dal mercato (aperture).

Evidente invece la strutturale crisi dell’ipermercato, superficie che non riesce più ad attrarre un numero di clienti tale da giustificare uno spazio di vendita paragonabile a 2 campi da calcio.
Nell’ultimo anno l’apertura di 29 ipermercati ha fatto crescere la superficie complessiva del canale del 3,4%: questo fenomeno testimonia la realizzazione delle pianificazioni degli ultimi anni, che solo oggi vedono la luce con performance al mq che non riescono quasi mai a raggiungere le attese delle imprese.
I distributori, consapevoli delle difficoltà del canale, si stanno spostando su superfici più piccole, i cosiddetti Superstore: in questo modo evitano la concorrenza diretta dei Category Killer, sempre più radicati sul territorio nazionale, e riducono i costi di gestione di grandi superfici.

Inoltre, la crisi dei consumi fa emergere l’evoluzione del canale Discount che continua il suo sviluppo rafforzando il proprio posizionamento sul territorio (+2,3% nell’ultimo anno) e riesce ad affermarsi come reale alternativa al supermercato.  Soprattutto al sud, il canale si svincola dal suo ruolo di complemento alla spesa quotidiana che ha giocato fino ad ora (acquisto nei beni basici ed a basso valore aggiunto) registrando performance al mq in molti casi superiori a quelle dei supermercati.

Cambi Catena

Un segno dell’esigenza di rinnovamento che sta attraversando la rete distributiva del nostro Paese è l’accentuarsi dei cambi di proprietà di punti vendita: nell’ultimo anno ne abbiamo riscontrati 2.528, più del 9% dell’intera rete, di cui il 50% in area 4.
Le strutture di vendita che cambiano insegna generalmente hanno bisogno di un ammodernamento, di nuova linfa per riuscire a restare competitivi sui loro territori.
Il territorio è ormai saturo e non offre opportunità a chi non ha i mezzi per sfruttarle: nei prossimi anni assisteremo quindi ad un incremento di concentrazione dell’intera rete distributiva. A vantaggio di chi, è ancora da scoprire.

 
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