A più di un anno dall’emanazione del decreto Bersani (luglio 2006) sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci acquistabili senza ricetta, la dinamica distributiva è stata caratterizzata da una forte evoluzione: oltre 1.400 punti di vendita (non farmacia) hanno fatto richiesta per la tracciabilità e la commercializzazione dei farmaci OtC e SoP. Di questi 159 appartengono alle catene della gdo (corner farmacie presenti soprattutto negli ipermercati) e 1.312 sono parafarmacie, di cui 1040 già attive. È da sottolineare come, in un mercato storicamente caratterizzato da un universo distributivo definito ed immutato, il 50% di questi punti di vendita sia a tutti gli effetti costituito da nuove aperture, come rivela il censimento condotto da Nielsen lo scorso Maggio.

Dopo una partenza “alla moviola”, oggi le nostre previsioni ci portano ad affermare che entro la fine del 2007 l’universo del fuori canale vendenti OtC e SoP possa raggiungere una numerosità di circa 1.700 esercizi con un incremento del 10% rispetto allo storico universo delle Farmacie. Tutto questo ovviamente al netto di nuovi scossoni per il sistema farmacia, primo tra tutti la possibilità di offrire anche farmaci di fascia C.

Ma qual è stata l’incidenza di queste nuove realtà sul giro d’affari dei farmaci da banco? I primi nove mesi dell’anno rivelano che siamo in un intorno del 3%, contro un 97% delle farmacie (dato in confezione). Per la fine del 2007 il peso del fuori canale sarà del 4,6%, con un 2,7% ad appannaggio della distribuzione moderna ed il resto alle parafarmacie.

Tale dato tuttavia non è omogeneo per tutte le categorie e marche: per alcune di queste siamo già oggi nell’intorno del 5% e nel giro di un anno si potrebbe arrivare a superare la fatidica soglia del 10%. Si è assistito infatti in questi mesi ad un importante cambiamento di atteggiamento da parte del consumatore; è aumentata la propensione all’acquisto nel fuori canale di prodotti che storicamente erano percepiti come di esclusiva pertinenza della farmacia, anche perché in questi punti di vendita viene comunque garantita la presenza di un farmacista. Da una nostra recente indagine su un panel di 25.000 individui, emerge che circa il 30% degli Italiani preferisce acquistare i farmaci da banco in negozi alternativi alla farmacia. E’ chiaro che ulteriori modifiche normative, come quelle al vaglio in questi giorni, potrebbero dare nuovi ed importanti stimoli alle aperture accelerando il processo di de-canalizzazione.
Ulteriori spunti e approfondimenti sul tema “nuove sfide per il farmaco da banco” verranno trattati nel corso dell’incontro organizzato da Nielsen in data 11 Ottobre 2007
Fonte: Nielsen Market*Track Healthcare, l’unico servizio che permette di monitorare contemporaneamente i diversi canali di vendita: Farmacie, Distribuzione Moderna e Parafarmacie. |